Fondata nel 1874 nella fattoria di famiglia a La Côte-aux-Fées, piccolo villaggio del Giura neocastellano, da Georges-Édouard Piaget, allora diciannovenne, la maison Piaget si è dapprima affermata, per quasi settant’anni, come discreto fornitore di movimenti per le grandi maison orologiere. A partire dagli anni 1920, i suoi calibri equipaggiano le casse di Audemars Piguet, Breguet, Cartier, Longines, Rolex e Vacheron Constantin. Il marchio Piaget stesso viene registrato solo nel 1943, dai nipoti del fondatore, Gérald e Valentin; nel 1945 viene aperta a La Côte-aux-Fées una nuova manifattura più grande. È il momento della svolta: Piaget smette di essere un discreto fabbricante di movimenti grezzi per diventare una maison a pieno titolo. Bisognerà attendere il 1957 per il calibro 9P a carica manuale, poi il 1960 per il calibro 12P automatico con micro-rotore in oro 24 carati, che affermeranno definitivamente Piaget come il riferimento assoluto dell’orologeria ultrapiatta. Ma nel frattempo, in un periodo meno conosciuto e in fondo di transizione, che va dal 1943 alla fine degli anni 1950, la maison sperimenta, propone orologi completi e in particolare modelli che nulla nella sua storia successiva avrebbe lasciato presagire.
Questo esemplare è uno di quei testimoni. Lontano dall’oro, dai diamanti e dall’ultrapiatto che diventeranno la firma della maison a partire dagli anni 1960, abbiamo qui una Piaget in acciaio inossidabile, con cassa impermeabile di stile militare, dotata di un movimento automatico a bumper e di un quadrante nero che si immaginerebbe volentieri su una Jaeger-LeCoultre o un’Omega fornita alle forze armate. Tutto è paradossale per chi conosce la Piaget contemporanea. La cassa, da 32 mm, è di costruzione detta « Clamshell »: due blocchi (la lunetta da un lato, il fondello e la carrure dall’altro) uniti da quattro viti oblique poste dietro le anse, che comprimono l’insieme attorno a una guarnizione di tenuta. Questo principio è protetto dal brevetto svizzero n°189190, depositato nel 1936 da Schmitz Frères & Cie a Grenchen e reso popolare da Gallet con il nome Clamshell dal 1939; equipaggerà poi una cinquantina di marchi alla fine del periodo tra le due guerre e nel decennio successivo. Il fondello interno reca impressa la dicitura « ACIER STAYBRITE », marchio commerciale della lega inossidabile 18/8 sviluppata a Sheffield e arrivata in Svizzera all’inizio degli anni 1930 – la lega di riferimento della cassa svizzera dell’epoca, prima che ogni maison mettesse a punto il proprio marchio depositato.
Il quadrante, d’ispirazione rigorosamente militare, è nero profondo, circondato da grandi numeri arabi dipinti in pasta luminescente al radium; la firma « PIAGET Automatic » in caratteri corsivi sovrasta il contatore dei piccoli secondi alle ore 6, a sua volta decorato con cerchi concentrici e accompagnato dalla dicitura « WATERPROOF ». Le lancette a gladio delle ore e dei minuti, anch’esse riempite di radium, sono originali. Anche il movimento attira l’attenzione: a carica automatica, firmato in lettere maiuscole « PIAGET & CO » sul ponte – è decisamente inatteso. Piaget disporrà infatti di un proprio calibro automatico di manifattura solo a partire dal 1960, con il 12P. Si tratta quindi di un calibro di base automatico di provenienza esterna, identificato dall’orologiaio restauratore del Patrimonio Piaget come verosimilmente un calibro Felsa 282 – uno dei primi automatici a bumper di Felsa, contemporaneo del celebre Felsa 279 lanciato nel 1938. Ancora più notevole secondo il Patrimonio Piaget: la firma « Piaget & Co » sui movimenti era normalmente riservata agli orologi in oro e agli orologi-moneta. La sua presenza qui, su una carrure in acciaio, rende l’esemplare tanto più atipico.
Per documentare nel modo più accurato questo esemplare fuori collezione, ci siamo rivolti al signor Alain Borgeaud, Responsabile del Patrimonio di Piaget, che si è persino preso la briga di interpellare l’orologiaio incaricato degli esemplari storici presso il Servizio Clienti della manifattura di La Côte-aux-Fées. Le loro ricerche tra le vecchie forniture hanno permesso di ritrovare tre quadranti identici al nostro: un altro Piaget nero perfettamente conforme, un quadrante chiaro anch’esso firmato Piaget e – altro punto intrigante – uno stesso quadrante firmato « Gladstone », marchio per il quale Piaget produceva allora modelli identici parallelamente alla propria linea. L’esemplare è dunque riconosciuto come Piaget dal Patrimonio, nonostante l’assenza di una referenza formale negli archivi materiali – il numero 2052 inciso all’interno del fondello è verosimilmente un numero di serie della cassa piuttosto che una referenza di catalogo. Il nostro ringraziamento va al signor Borgeaud per questa preziosa documentazione, senza la quale questo esemplare sarebbe rimasto enigmatico.
La cassa in acciaio Staybrite è conservata in eccellente stato. Le iscrizioni all’interno del fondello (numero, brevetto Clamshell e Staybrite) sono perfettamente leggibili. Il quadrante originale presenta una magnifica patina « tropical » calda: il nero profondo ha virato verso un marrone marezzato che si rinnova a seconda dell’angolo della luce, e il radium dei numeri e delle lancette si è caramellato in un arancio patinato, senza scaglie mancanti. Il vetro bombato conferisce all’insieme un fascino tipico degli anni 1940. Il movimento automatico firmato Piaget & Co è stato integralmente revisionato da uno dei nostri orologiai esperti e funziona molto bene. L’esemplare viene consegnato su un cinturino in pelle di coccodrillo marrone.
Esemplare rarissimo e quanto mai curioso, quattro volte atipico per la sua carrure militare in acciaio, la sua firma « Piaget & Co » di norma riservata agli esemplari in oro, il suo quadrante nero al radium e il suo movimento automatico, questa Piaget automatica degli anni 1940 è un’autentica testimone del periodo in cui la maison cercava la propria strada, tra l’eredità di discreto produttore per conto terzi e la nascita della leggenda ultrapiatta che seguirà. Documentata con il contributo del Patrimonio Piaget e confermata come produzione ufficiale della manifattura, rappresenta un’opportunità rara per il collezionista Piaget avveduto di cogliere una pagina poco conosciuta della storia della maison – lontanissima dall’oro, dai diamanti e dai quadranti in pietra apparsi negli anni 1960-1970.