Fondata nel 1894 a Le Locle da Numa-Émile Descombes e Ulysse Georges Perret, Universal Genève si afferma nel periodo tra le due guerre come una delle grandi manifatture svizzere di cronografi. A differenza di numerosi concorrenti che si rifornivano di movimenti realizzati da terzi, Universal controlla l’intero processo grazie alla sua controllata Martel-Watch, manifattura dei Pellaton a Les Ponts-de-Martel, che sviluppa e produce internamente i calibri cronografici della casa. Questi stessi calibri equipaggeranno peraltro anche cronografi firmati Zenith, Jaeger-LeCoultre o Girard-Perregaux.
A partire dagli anni 1930, Universal Genève introduce la famiglia Compax, che strutturerà la sua offerta di cronografi per tre decenni. Sulla base di uno stesso calibro della casa declinato in più diametri – 281, 285, 287, 292 –, la famiglia si ramifica: Compax (cronografo a tre contatori), Uni-Compax (due contatori), Aero-Compax (cronografo abbinato a un indicatore di ora secondaria), Tri-Compax (calendario completo e fasi lunari), Médico-Compax (scala pulsometrica) e – è il caso che ci interessa – Dato-Compax, lanciato intorno al 1942 e ampiamente riconosciuto come uno dei primissimi cronografi da polso a integrare la data. La funzione vi è trattata con un’eleganza singolare: indicata da una sottile lancetta rossa che percorre un disco calendario 1-31 posto a ore 12, non turba con alcuna finestrella la purezza geometrica del quadrante a contatori. La referenza 22530, in acciaio inossidabile e dotata del calibro 287, costituisce la declinazione più compiuta del Dato-Compax nel formato detto « Jumbo »: una cassa da 37,5 mm, generosa per l’epoca, con anse sfaccettate che restano una delle firme stilistiche più riconoscibili della produzione UG degli anni 1940-1950. È in questo periodo che i cronografi Universal Genève accompagnano le figure di comando del dopoguerra – come il Tri-Compax donato al Presidente Truman al vertice di Potsdam nel luglio 1945 – e che la maison raggiunge il suo apogeo artistico e industriale.
L’esemplare che abbiamo il piacere di proporre colpisce subito per il suo eccezionale stato di conservazione. La sua cassa non è mai stata lucidata dalla sua nascita, oltre 80 anni fa: gli spigoli delle anse sfaccettate – trattamento della carrure tipico dei Compax di questo periodo, che coniuga la spazzolatura dei fianchi e la lucidatura a specchio delle facce delle anse – sono rimasti estremamente vivi e definiti con precisione, a un livello che raramente capita di incontrare per questo disegno. I pulsanti quadrati smussati, firma dei Compax prima dell’avvento dei pulsanti rotondi negli anni 1950, sono conservati intatti e funzionano con la precisione attesa. Il fondello a pressione reca all’esterno la referenza 22530 e il numero di serie 877xxx – quest’ultimo colloca la produzione intorno al 1942 – e rivela all’interno il medaglione Universal Genève accompagnato dalla dicitura « ENVERSTEEL », marchio registrato che designa la lega inossidabile proprietaria della manifattura, equivalente svizzero dello « Staybrite » britannico o del « Nirosta » tedesco impiegati dalle sue concorrenti.
Il quadrante originale presenta una splendida patina color miele uniforme, particolarmente armoniosa. I quattro contatori si organizzano secondo la grammatica classica del modello: disco calendario 1-31 a ore 12 sorvolato dalla sua lancetta rossa originale, piccoli secondi a ore 9, contatore dei 30 minuti a ore 3, contatore delle 12 ore a ore 6. Il bordo reca le due caratteristiche scale tachimetriche – base 60 e base 1000 – che consentono la misurazione di cadenze sia rapide sia prolungate. I cronografi Universal Genève degli anni 1940 che hanno conservato il loro quadrante originale, e per di più in bello stato, sono molto rari. Spesso sfoggiano quadranti « ridipinti » – il che, ai nostri occhi, ne annulla l’attrattiva. Siamo lieti di presentare questo esemplare dotato del suo quadrante originale, che ha sviluppato una bellissima patina omogenea pur rimanendo in eccellente stato di conservazione. Le lancette delle ore, dei minuti e del cronografo in acciaio azzurrato sono originali.
Il movimento, calibro Universal Genève 287 a ruota a colonne e carica manuale, è il coronamento del lavoro di Pellaton-Martel: 14 ¾ linee (33,2 mm di diametro, 6,85 mm di spessore), 17 rubini, 18.000 alternanze all’ora. I ponti in ottone dorato non hanno perso nulla del loro fascino. È stato integralmente restaurato da uno dei nostri orologiai esperti e funziona molto bene.
Si tratta senza alcun dubbio del più bell’esemplare di Dato-Compax referenza 22530 che ci sia stato dato di vedere: pezzo storico – uno dei primissimi cronografi da polso a integrare la data – quanto oggetto d’orologeria, in uno stato di conservazione che ne fa un vero testimone dell’apice della produzione Universal Genève. Un’opportunità rara, per il collezionista esperto, di acquistare una referenza che l’età d’oro dei cronografi UG ha portato a un grado di eleganza che la maison forse non ha mai più ritrovato in seguito.