Abbiamo il piacere di presentare questo Patek Philippe Calatrava referenza 3796D in oro giallo 18 carati, con quadrante bianco a numeri romani, i cui numeri di cassa e di movimento permettono di collocarne la produzione intorno al 1993. Ci è giunto in uno stato di conservazione eccezionale – quasi certamente mai lucidato –, con il suo cinturino in pelle di coccodrillo e la sua fibbia ad ardiglione originali.
Nel 1932 i fratelli Jean e Charles Stern rilevano Patek Philippe e lanciano la referenza 96: è il primo modello della maison a portare un numero di referenza – una cassa rotonda di 30,5 mm con anse affusolate, una lunetta piatta, un quadrante essenziale, piccoli secondi a ore 6. Questo disegno di ispirazione Bauhaus resterà, in diverse varianti, a catalogo fino al 1973, per oltre quarant’anni, e diventerà l’archetipo dell’orologio da abito.
Nove anni dopo l’uscita di scena del 96, nel 1982 Patek Philippe gli dà un erede diretto: la referenza 3796. Stesso diametro, stesse anse affusolate leggermente curve, stessi piccoli secondi a ore 6; cambiano soltanto il vetro, ora in zaffiro, e il movimento. Realizzato fino al 1999, il 3796 è l’ultimo Calatrava prodotto nel formato storico: la referenza 5096 misura 33 mm, e la referenza 5196 del 2004 arriva addirittura a 37 mm. Proposto in oro giallo, rosa, bianco e platino, esiste con due lunette: piatta e lucida sul 3796, e guilloché con motivo « Clous de Paris »/« Pointe Diamant » sul 3796D – « D » per decoro, come sul 96D del 1934 e sul 3520D, e presto sul 3919 –, abbinata, come qui, a un quadrante bianco a numeri romani.
Sotto il fondello batte il calibro 215 PS, a carica manuale e piccoli secondi a ore 6. Introdotto nel 1974, questo movimento di 10 linee (21,9 mm) misura appena 2,55 mm di spessore, conta 18 rubini e batte a 28.800 alternanze all’ora – è il primo calibro Patek Philippe a far battere il bilanciere Gyromax a questa frequenza. Regolato al caldo, al freddo, all’isocronismo e in cinque posizioni, dotato di una riserva di carica di circa 44 ore, reca il Punzone di Ginevra. Cinquant’anni dopo, è ancora in produzione.
Il nostro esemplare è il 3796D così come lo cercano gli appassionati. Il quadrante bianco è perfetto: numeri romani neri dipinti, minuteria chemin de fer, piccoli secondi a ore 6 anch’essi cerchiati da un chemin de fer, lancette a bastone annerite, dicitura « SWISS » a ore 6. Le lunette Clous de Paris sono le prime vittime delle lucidature, che arrotondano le punte e appiattiscono il rilievo; qui non è affatto così: ogni punta di diamante è nitida. La carrure satinata, la lunetta guilloché e le loro delimitazioni nette sono intatte, e le anse affusolate hanno conservato tutto il loro spessore. Il fondello a pressione satinato reca all’esterno la testa di Helvetia e il marchio 750, impressi in profondità; il suo bordo lucidato presenta magnifiche colorazioni di ossidazione naturale della lega, apprezzate dai collezionisti, che solo una cassa né strofinata né lucidata da moltissimo tempo può aver conservato, e che abbiamo volutamente lasciato inalterate. All’interno del fondello, la Clé de Genève n° 23 designa gli atelier Eggly & Cie, fabbricante di casse ginevrino a cui si deve il Calatrava 2407 « Sea Turtle », accanto al punzone « 18K 750 » e al numero 2’931’xxx. Il movimento, numerato 1’836’xxx, è stato sottoposto a una revisione completa da parte di uno dei nostri orologiai esperti e funziona perfettamente. Il cinturino Patek Philippe originale in pelle di coccodrillo nera è stato indossato e potrà essere sostituito su richiesta del futuro proprietario; è completato dalla fibbia ad ardiglione Patek Philippe originale in oro giallo 18 carati, punzonata « PP Co. » e « 750 ». L’orologio è consegnato in un astuccio Patek Philippe in pelle marrone ed è accompagnato dalla nostra Carta di Garanzia in acciaio.
Le referenze 3796 e 3796D uniscono il disegno originale del 1932, incarnato dalla mitica referenza 96, alla praticità delle produzioni più moderne, grazie al vetro zaffiro antigraffio e al calibro affidabile. Il rinnovato interesse per gli orologi da abito di piccolo diametro le ha riportate in primo piano; gli esemplari che non hanno mai conosciuto la lucidatrice, invece, si fanno rari. Con il suo fondello intatto, il suo quadrante perfetto e la sua lunetta Clous de Paris che si distingue al primo sguardo, il nostro è uno di questi. Un Calatrava da portare a lungo e da tramandare, adatto tanto ai polsi maschili quanto a quelli femminili.